Recensione: “The Other Boleyn Girl”

boleyn

Titolo: The Other Boleyn Girl
Autore: Philippa Gregory
Casa editrice: Harper Collins
Anno: 2011
Lingua: inglese

“If women could only have more,” I said longingly. “If we could have more in our own right. Being a woman at court is like forever watching a pastrycook at work in the kitchen. All those good things, and you can have nothing.”

Vista la mia recente passione per le monarchie in generale, e regine e principesse in particolare, non potevo certo farmi mancare uno dei romanzi di maggior successo dedicati alla mia regina preferita.

Anna Bolena è, ancora oggi, una delle regine che più hanno fatto parlare di sé: colta, brillante e ambiziosa, adorata dal re Enrico VIII e da lui stesso ripudiata, odiata da molti, accusata ingiustamente e annientata. La sua storia è stata raccontata infinite volte nel corso degli anni, inventata e reinventata ai limiti della fantasia. Questa volta, la vediamo attraverso gli occhi della sorella Mary, attraverso il suo modo di pensare e, soprattutto, attraverso la sua storia. Niente di nuovo, nulla che non si conosca già, ma una prospettiva differente.

Nella storia raccontata da Philippa Gregory, Mary è la sorella minore di Anna – nella realtà sembra essere stata la più grande – una ragazza molto semplice e ingenua che viene spinta dalla sua stessa famiglia a “vendersi” al Re come sua amante, per poi vedere la propria posizione privilegiata strappatale senza alcun rimorso dalla più ambiziosa Anna, e finire con il non essere altro che “l’altra Bolena”.
Il romanzo segue quasi fedelmente la storia della famiglia Bolena, dall’ingresso a corte delle due sorelle fino all’accusa e condanna di Anna per adulterio e stregoneria. Ma The Other Boleyn Girl è soprattutto una storia che guarda con rammarico alle donne del tempo, muovendo una costante critica a come queste donne, anche le più ricche e altolocate erano costrette a vivere: mai ascoltate, costantemente condannate solo a ubbidire senza essere mai prese seriamente in considerazione, senza il minimo diritto di esprimere il proprio parere. Figure che potevano salire in alto in men che non si dica e crollare, essere completamente cancellate, altrettanto in fretta. Una donna, in breve, non era che un mezzo per fare fortuna: quale fosse la sua volontà era del tutto irrilevante, l’importante era che portasse alto il nome della famiglia e che contribuisse alla sua crescita economica e sociale.
Ho letto diverse critiche su The Other Boleyn Girl, tutte che condannavano la mancanza di fedeltà ai fatti storici. Io non la penso così: trovo che Philippa Gregory abbia fatto un ottimo lavoro con l’attinenza alla storia e sì, forse si è concessa alcune libertà, ma se cercassi la vera storia di Anna e Mary Bolena, allora comprerei una biografia e non un romanzo di fiction storica che, per definizione, è appunto finzione. Personalmente ho adorato questo libro e l’ho letto con il cuore in mano: mi ha emozionato, mi ha fatto soffrire, mi ha fatto arrabbiare. Certo, si tratta di una storia romanzata, eppure è riuscito a toccare le corde del cuoricino di questo coniglio lunare e farlo innamorare ancora di più della grande Anna Bolena: una donna che ha voluto osare, che puntava in alto e in alto è arrivata, così in alto da finire col bruciarsi.

Il mio voto: ★★★★☆

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