Letture di ottobre 2015

In questi giorni sono molto impegnato ad aiutare la mia umana a scrivere la tesi e studiare francese, per cui, ahimè, non mi resta molto tempo da dedicare alle letture. Le letture di ottobre sono state poche ma decisamente soddisfacenti!

Senza titolo


Peter Pan nei giardini di Kensington. Peter Pan e Wendy.
(James M. Barrie)

Nel momento in cui dubiti di poter volare finisce per sempre la tua possibilità di farlo. La ragione per cui gli uccelli volano e noi no dipende semplicemente dal fatto che essi hanno la fede perfetta, e avere fede vuol dire avere le ali.

Lessi per la prima volta le avventure di Peter Pan quando ero un coniglietto in fasce (o quasi), ma credo che questa sia una di quelle storie che chiedono di essere rilette di tanto in tanto. Questo mese era semplicemente giunto il suo momento e, a distanza di anni, è riuscito a farmi sognare proprio come la prima volta. Il messaggio di Barrie risuona nel cuore da adulti ancora più che da bambini: crescere fa parte della vita, non possiamo opporci al naturale fluire del tempo, ma smettere di sognare quello no, non dobbiamo mai farlo. Perché smettere di sognare è smettere di credere, e smettere di credere è smettere di volare.


Il grande Gatsby (Francis Scott Fitzgerald)

Negli anni più vulnerabili della giovinezza, mio padre mi diede un consiglio che non mi è mai più uscito di mente. “Quando ti vien la voglia di criticare qualcuno,” mi disse “ricordati che non tutti a questo mondo hanno avuto i vantaggi che hai avuto tu.”

Il giovane protagonista, Nick Carraway, si trasferisce a West Egg, dove be presto fa la conoscenza del suo stravagante vicino: il signor Gatsby. Il sogno d’amore di questo eccentrico personaggio diventa un pretesto per portare in scena il ritratto di un mondo corrotto: un mondo dove il dio denaro è la legge che fa girare il mondo, schiacciando i sogni dei giovani emergenti; dove la falsità ha sempre la meglio sull’amore. Il grande Gatsby è un romanzo che ti lascia con l’amaro in bocca, non perché sia il testo a mancare di qualcosa, ma perché ci pone davanti a un mondo sbagliato, per certi versi addirittura rivoltante, e ci si rende conto di quanto tutto questo sia ancora terribilmente attuale.
Ho adorato Il grande Gatsby, ed entra a pieno titolo nella categoria dei “libri da leggere almeno una volta nella vita”.


The Other Boleyn Girl (Philippa Gregory)

“I do as my father does, as my husband does. I dress as is proper for their wife or their daughter. But I don’t own anything on my account. In that sense I am as poor as your wife.”
“But you are a Howard and I am nobody,” he observed.
“I am a Howard woman. That means I might be one of the greatest in the land or a nobody like you. It all depends.”
“On what?” he asked, intrigued.
I thought of the sudden darkening of Henry’s face when I displeased him. “On my luck.”

La storia di Anna Bolena presso la corte di Enrico VIII d’Inghilterra raccontata attraverso gli occhi della sorella di lei, Maria Bolena. Il fatto di narrare una vicenda ormai ben nota a tutti dal punto di vista di una delle sue più dirette protagoniste permette all’autrice di porre l’enfasi sulle ingiustizie cui erano condannate le donne del passato, cercando di ricostruire quelli che sarebbero potuti essere i loro più intimi pensieri. Anna, Maria e l’allora ancora regina d’Inghilterra, Caterina d’Aragona, non erano, in fondo, che vittime di una società estremamente maschilista che privava le donne di ogni libertà. Ho in programma di postare una recensione più approfondita di questo romanzo, attendetela a breve. 😉

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