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Le mie migliori letture del 2015

Eccoci qui a tirare le somme dell’anno!
Il 2015 per me è stato l’anno del recupero dei classici mai letti e delle riletture; poco, pochissimo spazio ho lasciato invece alle nuove uscite. Di solito, in questi casi, si tende a fare una TOP10, ma mi era troppo difficile e da bravo coniglio pigrone ho deciso che mi limiterò alla TOP5.
Eccola a voi~

51QKsC015kL._SX322_BO1,204,203,200_5. Natsume Sōseki, Il signorino
Io ADORO Natsume Soseki! E onestamente non so perché mi sia ritrovato ad attendere così tanto prima di leggere quello che è probabilmente il suo libro più famoso. Per fortuna che ho convinto la mia umana a comprarmelo… In questo libro Soseki parla della falsità e dell’ipocrisia che dominavano la società giapponese del suo tempo (ma non solo! E, diciamocelo, non solo giapponese) attraverso la storia di un giovane che si ritrova a lavorare come insegnante in una piccola scuola media di paese. Una recensione più accurata arriverà (spero) presto 😉


cop4. Nijō, Diario di una concubina imperiale
Nijo era una giovane nobile vissuta nel Giappone di fine XIII secolo. Nel suo diario racconta la sua vita attraverso cerimoniali di corte, viaggi e le sue avventure amorose con l’ex Imperatore e un monaco. Anche di questo, prometto, arriverà una recensione a breve!


187989833. Renée Ahdieh, The Wrath and the Dawn
Questo libro è una delle pochissime novità che ho letto quest’anno ma mi ha folgorato! La storia, per chi ancora non lo sapesse, è una rilettura de Le mille e una notte e si concentra sulle vicende della coraggiosa Shahrzad e del malvagio califfo Khalid. Per chi fosse interessato a una recensione, la trovate qui.


maschere-di-donna-L-v2voIa2. Enchi Fumiko, Maschere di donna
Ho tenuto in casa questo libro per ANNI senza mai leggerlo, mi spiegate perché? Alla fine ho dovuto leggerlo per un corso all’università della mia umana e me ne sono innamorato all’istante! Su questo libro ho così tante cose da dire che una “breve” recensione personale mi è venuta lunga tre pagine di Word. Descriverlo in poche righe è impossibile perciò, anche di questo, aspettatevi una recensione a breve.


E infine…

* rullo di tamburi

cover1. Victor Hugo, I miserabili
Ebbene sì, non l’avevo mai letto… Però finalmente ho recuperato e, che dire, I miserabili non credo abbia bisogno di recensioni. Dirò solo che, ora, ci sono due libri che amo più di ogni altra cosa al mondo: su uno sta scrivendo (ovviamente con il mio preziosissimo aiuto) la sua tesi la mia umana, l’altro è questo ♥.

E voi, quali libri avete letto e amato nel 2015?

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Poesie giapponesi #2

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Questa poesia che compare compare nel IX capitolo del Genji monogatari è recitata dallo spirito vivente di Rokujo nel momento in cui si impossessa del corpo di una sofferente Aoi.
Nel Giappone antico vigeva la convinzione che lo spirito di una donna tormentata dalle pene dell’amore potesse staccarsi dal suo corpo e vagare fino a raggiungere l’innamorato. Questo è ciò che fa lo spirito di Rokujo, e nella sua poesia chiede disperatamente a Genji di addolcire le ferite del suo cuore e donarle  finalmente un po’ di pace.

Nageki wabi
Sora ni midaruru
Waga tama o
Musubi todomeyo
Shitagai no tsuma

La mia anima
Vaga per il cielo
Triste e avvilita
Fermatela voi, legando
L’orlo della sua veste


Autore: Murasaki Shikibu
Contenuta in: Genji monogatari (XI secolo)

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La donna delle nevi

Siamo ormai a dicembre, Natale è alle porte e oggi molti di voi, umani d’Italia, sarete alle prese con l’albero di Natale. Così, mentre la mia umana mette da parte la tesi per preparare il suo, io vi regalo una fiaba giapponese in perfetto tema con l’inverno. Buona lettura 😉

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Immagine da ehonnavi.net

La donna delle nevi

C’era una volta, in un paese del nord, un giovane ragazzo che decise di andare a caccia insieme al padre. All’improvviso il tempo volse al peggio e i due si rifugiarono in una baita di montagna in attesa che migliorasse.
Nella notte, mentre dormivano, la porta si spalancò e comparve una donna dalla carnagione pallida e vestita in un kimono bianco. Il giovane stava per parlare, ma proprio in quel momento la donna soffiò nella direzione dell’anziano padre. L’uomo sbiancò immediatamente e in un attimo congelò.
Il giovane era paralizzato. La donna delle nevi lo guardò e disse: “Tu sei giovane, ti aiuterò. Ma non devi parlare a nessuno di quanto è successo oggi,” e svanì. Il mattino seguente, al suo risveglio, trovò il padre morto congelato.

Un anno trascorse da quel giorno. In un dì di pioggia, una bellissima fanciulla si rifugiò sotto la sua tettoia. Il giovane la fece entrare in casa e ascoltò la sua storia. Si chiamava Oyuki e non aveva famiglia.
I due, infine, si innamorano, si sposarono e diedero luce a un bambino. La loro vita era molto felice.

In un giorno di neve, per caso, il giovane le raccontò quanto avvenuto in quel giorno lontano. A quel punto, Oyuki si rattristò e disse: “Ti avevo detto di non parlarne mai, ma alla fine l’hai fatto.” E così dicendo sparì.
Oyuki era la donna delle nevi, e ora non era più un essere umano. “Oyuki, Oyuki…” gridò. Ma per quante volte la chiamasse, ella non tornò più.

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Recensione: The Wrath and the Dawn

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Titolo: The Wrath and the Dawn
Autore: Renée Ahdieh
Casa editrice: G.P. Putnam’s Sons Books for Young Readers
Anno: 2015
Lingua: inglese

“Wife.”
He nodded.
“My king.”
I will live to see tomorrow’s sunset. Make no mistake. I swear I will live to see as many sunsets as it takes. And I will kill you. With my own hands.

Non sapevo nulla di questo libro, poi un giorno vidi che lo leggeva un’amica della mia umana e, dopo aver scoperto che si trattava di una sorta di riscrittura de Le mille e una notte, sono corso a rubarle dei soldi per comprarlo. Inutile dire che non me ne sono affatto pentito!

La storia:
Shahrzad decide di offrirsi volontaria come sposa per il califfo Khalid, un mostro che ogni giorno sposa una ragazza per poi ucciderla all’alba: il suo scopo, quello di vendicare la sua migliore amica Shiva, da poco caduta vittima del sanguinario sovrano. Purtroppo però le cose non sembrano andare come da programma e ben presto la nostra coraggiosa protagonista si trova a dover fare i conti con un sentimento imprevisto…

Recensione:
The Wrath and the Dawn è il primo volume della saga omonima creata da Renée Ahdieh. Proprio come ne Le mille e una notte, Shahrzad si presenta alla corte di Khalid decisa a sopravvivere ben oltre la prima notte di nozze. In questa nuova rivisitazione, tuttavia, non solo la protagonista è mossa da un obiettivo diverso, e forse più rischioso dell’originale, ma ben presto il libro abbandona il filone delle fiabe raccontate dalla ragazza per concentrarsi sulla complessa e appassionante storia della coppia, nonché sul mistero che circonda Khalid. Detto così, potrebbe far storcere il naso agli appassionati dell’originale, tuttavia è bene ricordare che ci troviamo difronte a una rivisitazione e, soprattutto, a uno young adult. E il lavoro di Ahdieh, a mio parere, non fallisce assolutamente nel suo intento: de Le mille e una notte mantiene, infatti, il concetto di base e l’ambientazione suggestiva, ma a questo aggiunge il fattore romantico, il mistero e una manciata di personaggi intriganti e ben caratterizzati.
Diviso in trentaquattro capitoli, il libro racconta la storia attraverso due principali pov: quello di Shahrzad, la giovane protagonista, combattuta tra l’odio e l’amore nei confronti di Khalid, ma guidata anche da un profondo coraggio e dal desiderio di conoscere cosa effettivamente lo spinga a tanta crudeltà; e quello di Khalid, portatore di un segreto più grande di lui e attratto dalla ragazza tanto da esserne ossessionato. Altri pov, seppure non altrettanto frequenti, contribuiscono, inoltre, all’evoluzione della storia concentrandosi sulle vicende dei personaggi secondari. Lo stile dell’autrice è scorrevole, senza comunque perderne in qualità; la storia è coinvolgente e, se non si è ossessionati dall’indiscussa fedeltà all’originale (che, personalmente, in questo caso non considero indispensabile), The Wrath and the Dawn è una lettura piacevole e appassionante, adatta agli amanti degli young adult, delle atmosfere orientaleggianti e, perché no, anche delle fiabe. Una nota di merito va, inoltre, alla copertina di cui io, avendo comprato la versione digitale, non ho potuto godere pienamente, ma che trovo essere veramente stupenda; se potete vi consiglio, dunque, di acquistare la versione cartacea del libro che, sono certa, non vi deluderà.

Commento:
Una storia raffinata, appassionante, molto ben scritta e con personaggi interessanti. Una cosa che tendo ad apprezzare molto in un libro è quando le parole si trasformano in immagini e ti sembra di essere catapultato in quel mondo, di vedere ogni scena prendere vita davanti ai tuoi occhi. The Wrath and the Dawn è riuscito in questo con una raffinatezza esemplare: mentre leggevo mi sembrava di camminare tra i corridoi del palazzo reale, vedere le sue stanze sontuose, i personaggi seduti tra i cuscini, Shazi affacciata al terrazzo della sua stanza, Khalid giocare con i bracciali al suo polso… Mi ha catturata, emozionata, tenuta sulle spine. Più la storia avanzava più non riuscivo a staccare gli occhi dalle pagine, fino a ritrovarmi alla fine senza neanche accorgermene e… ok, direi di non poter proseguire oltre. 😉 Ad ogni modo, ho letteralmente adorato The Wrath and the Dawn come non avrei mai pensato di arrivare a fare con uno young adult. Unica critica: l’estratto da The Rose and the Dagger, secondo volume della serie, a fine libro. Il capitolo ha sconvolto completamente le aspettative che mi ero fatto e mi ha lasciato con mille punti di domanda che mi tormenteranno finché non potrò mettere le zampe sul volume completo: in uscita il prossimo 3 maggio!
Nel frattempo, se qualcuno fosse interessato alla versione italiana del libro, vi informo che è in uscita il prossimo 4 febbraio con il titolo (di dubbio gusto!) La moglie bambina.

Il mio voto: ★★★★☆ (4.5)

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Letture di novembre 2015

Senza titolo

Anche questo mese la tesi della mia umana va avanti, e anche questo mese, costretto ad aiutarla, non ho potuto dedicare moltissimo tempo alle letture. Di seguito il mio “bottino” del mese…

Khaled Hosseini, Mille splendidi soli (A Thousand Splendid Suns)
Traduzione di Isabella Vaj, Mondadori, 2007
Mariam e Laila sono due ragazze afghane ognuna con la propria storia e i propri sogni. Appartenenti a generazioni diverse e cresciute in contesti completamente differenti, le due donne non potrebbero essere più diverse. Ben presto, tuttavia, la guerra le farà incontrare in circostanze tutt’altro che piacevoli…
Uno dei più grandi successi letterari degli ultimi anni. Da molto tempo volevo leggerlo e finalmente mi sono decisa a farlo. Come temevo, questo genere di romanzi moderni non è propriamente il mio preferito, ma è anche vero che è impossibile rimanere indifferenti a questa storia sapendo che si tratta di cose che, ancora oggi, avvengono ogni giorno. Penso che questo sia semplicemente un libro che va letto, per comprendere la situazione di un Paese che da anni si trova ad attraversare un periodo molto difficile, e per capire come, ancora oggi, molte donne sono costrette a vivere.

Waki Yamato, Haikara san ga tōru (はいからさんが通る, Passa la ragazza alla moda)
Shōgakukan, 1995
Benio è una ragazza moderna, nata e cresciuta negli anni ’20 in una Tokyo in via di modernizzazione, ma non abbastanza da stare al passo con i suoi ideali.
Una recensione più completa del manga la trovate qui.

Nijō, Diario di una concubina imperiale (Towazugatari)
A cura di Lydia Origlia, SE, 2002
La Dama di Nijō è una nobildonna vissuta nel Giappone della fine del XIII secolo. Nel suo diario, racconta la sua storia personale a partire dall’ingresso a corte come favorita dell’Imperatore.
Il libro appartiene al rinomato filone della nikki bungaku (letteratura diaristica) fiorito per mano femminile nel periodo Heian (794-1185), e famoso per mettere in luce i sentimenti e le paure delle gentildonne del tempo. Una recensione dettagliata dell’opera arriverà a breve.

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Recensione: Haikara san ga tōru

Senza titolo

Titolo: Haikara san ga tōru (はいからさんが通る, Passa la ragazza alla moda)
Autore: Waki Yamato
Numero volumi: 4
Casa editrice: Kōdansha
Anno: 1995
Lingua: giapponese

Haikara san ga tōru è uno dei miei manga preferiti. Lo lessi la prima volta in italiano quando fu pubblicato serialmente sulla rivista contenitore Amici della Star Comics con il titolo Una ragazza alla moda, e me ne innamorai all’istante! Da allora ho sempre desiderato averlo in monografico e in originale, e il mio ultimo viaggio nella Terra del Sol Levante è stato decisamente proficuo da questo punto di vista.

La storia:
Siamo nel pieno dell’epoca Taishō (1912-1926), in un Giappone da poco avviatosi alla modernizzazione e all’occidentalizzazione. Benio è una studentessa di diciassette anni presso una scuola femminile e figlia di un ufficiale dell’esercito. È una ragazza moderna che ripudia l’immagine tradizionale della donna e i matrimoni organizzati, pratica il kendo, ama bere ed è fermamente convinta che una donna debba poter lavorare e crearsi il proprio futuro. Un giorno, tuttavia, il padre le confessa di aver pianificato per lei un matrimonio con il giovane sottotenente Shinobu Ijuin. Benio si oppone con tutta se stessa a questa decisione, soprattutto dopo aver scoperto che il bel Shinobu non è che il ragazzo di cui è innamorata la sua migliore amica, ma le cose sono ben presto destinate a prendere una piega completamente diversa…

Adoro lo stile di Waki Yamato! Il suo tratto pulito e un po’ “vecchio stile” trovo sia incantevole, ma ciò che più amo di questa fantastica autrice è il suo enorme talento nel tratteggiare la narrazione. Le vicende di Benio coinvolgono, divertono, emozionano e fanno sognare. Numerosi personaggi entrano ed escono dalla vita delle protagonista, tutte con la loro storia e le loro emozioni, e sullo sfondo si muove un Giappone che si avvia al cambiamento. Frequenti sono, infatti, i riferimenti storici agli avvenimenti del tempo: l’evoluzione dei diritti femminili, i movimenti di protesta, il grande terremoto del Kantō…
A scene profondamente toccanti si alternano siparietti comici, a personaggi affascinanti dalle storie avvincenti se ne affiancano altri buffi e surreali. Haikara san ga tōru è un manga che non stanca mai, come leggere un bellissimo classico alla Jane Austen, e perdersi tra le sue pagine regala continuamente nuove emozioni, non importa quante volte lo si rilegga.
Carine, inoltre, sono anche le mini storie in chiusura dell’ultimo volume, dedicate rispettivamente a Benio, Onijima (di cui scopriremo il passato!), Ranmaru e Tosei, e intitolate: “Una ragazza alla moda ha inciampato”, “Una storia di Sagisō”, “Una raccolta di candide poesie” e “Un nebbioso mattino a Parigi”.

Personalmente, reputo Haikara san ga tōru una delle storie a fumetti più belle che abbia mai letto; vivamente consigliato a tutti gli amanti degli shōjo manga, delle storie romantiche e, perché no, dei classici.
In italiano ne esiste una versione pubblicata in monografico nel 2008, sempre da Star Comics, che consta di otto volumetti da collezione. Se non l’avete ancora letto, non fatevi mancare un salto nella fumetteria più vicina a voi. 😉

Il mio voto: ★★★★★

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